I diavoli

Ogni casa ha i suoi diavoli. Pacifici la abitano, entrano nel cuore di chi con loro vive quegli spazi. Un equilibrio tra i diavoli e gli angeli è proprio di tutte le case, ma non di tutti i cuori. Succede che alcuni cuori vedano solo i diavoli.
Ogni città ha i suoi diavoli. Da quelle grandi, enormi, piene di gente, in cui i diavoli si mischiano alla folla, a quelle piccole, tranquille, dove i diavoli passeggiano per strada, e tutti li possono additare – ma nessuno lo fa. Perché i diavoli sono persone semplici, e spesso vengono in pace.

Qui a Milano ho trovato i miei diavoli, e li ho cantati in una canzone. Una canzone che ora è nel Volume 2 della Rigoletto Records, una compilation di artisti parmigiani.

Si racconta che il diavolo sia venuto a Parma, una volta, forse di più. Si racconta che sia stato lui a costruire il Ponte di Mezzo, ma non ha lasciato tracce del suo passaggio. Ma altrove, invece, sì.

Il diavolo è un grande architetto. Si vantava di essere in grado di fare cose che nessun uomo è in grado di fare. Un giorno gli arrivò la notizia di un incredibile edificio costruito a Parma. Certo della propria superiorità, ma comunque curioso, il diavolo volle andarlo a vedere. Quando giunse nel centro di Parma, e si trovò davanti lo splendore del Battistero dell’Antelami, si infuriò: l’architetto aveva superato le sue capacità.

battistero antelami parma

Il diavolo si infiammò per la rabbia, e maledisse l’edificio, colpendolo con un calcio per abbatterlo: non riuscì che a scalfirlo. E ancora oggi la sua impronta bruciata è visibile, in un lato dell’ottagono su cui il sole non batte mai.

L’impronta del diavolo sul Battistero di Parma. Il diavolo portava il 35 di scarpe.

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Author: roccorosignoli

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