In uscita sabato un brano sull’eccidio di Piazza Garibaldi a Parma

Dal 2014 a oggi ho accompagnato tante volte l’amico Nicola Maestri nelle presentazione del suo primo romanzo “Ti riporto a casa”. Nicola narra la storia d’amore dei suoi nonni, dal tenero inizio fino al suo tragico epilogo. Suo nonno Eleuterio Massari, infatti, il primo settembre del 1944 fu fucilato dai fascisti in piazza Garibaldi, qui a Parma, insieme ad altri sei antifascisti. Tutti loro avevano subito torture per giorni interi. La nostra città, duole dirlo, nei decenni aveva visto assottigliarsi la memoria di questo fatto tremendo. Il lavoro di Nicola l’ha fatto riscoprire a tanti.
Tempo fa, lui stesso mi chiese di scrivere una canzone su quei fatti. Io gli risposi che mi sarebbe piaciuto, ma che le canzoni “a tema” in generale mi erano sempre venute male, e avevo le mie resistenze a mettere in musica un fatto così importante. Dovevo aspettare che la canzone arrivasse da sé.
È passato qualche anno, ma la canzone è arrivata. E questo sabato avrò l’onore di cantarla alla cerimonia di commemorazione dei Sette Martiri di Piazza Garibaldi. Contemporaneamente la canzone sarà pubblicata sul mio sito e su tutti i miei social, accompagnata da un videoclip.

Ringrazio Nicola Maestri per avermi reputato all’altezza di un compito così delicato; ringrazio l’Anpi di Parma, provinciale e cittadina (e le persone di Aldo Montermini, Marisa Delindati, Fausto Villazzi, Ilaria La Fata e naturalmente le “intaggabili” Brunella Manotti e Giovanna Bertani) per la disponibilità a sostenere il progetto, prestando i propri spazi per le riprese e operandosi perché la canzone fosse cantata alla cerimonia. Ringrazio gli amici Emanuele Nidi e Nicolas De Francesco, ottimi musicisti che hanno prestato i loro strumenti, le loro mani e i loro cuori alla realizzazione del brano.
Anna Maria Rosignoli, la mia mamma, ha accettato di mettersi in gioco e di recitare nel video che accompagnerà la canzone. Io sono di parte e non posso esprimere giudizi obiettivi, ma la sua prestazione mi ha davvero emozionato, e spero che emozioni anche i futuri spettatori.
Ultimo, ma non meno importante, un enorme grazie all’amico che ha realizzato il videoclip. Lui ha preferito celarsi dietro uno pseudonimo (ma chi mi segue sui social sa già chi è). Rispetto e comprendo la sua scelta, solo mi dispiace non poterlo ringraziare pubblicamente, perché l’impegno che ha messo nel progetto è stato enorme, sia a livello di tempo che di cuore e di pensiero.
Sabato potrete vedere e ascoltare il nostro lavoro, un piccolo contributo alla memoria di quei fatti orribili. Vorrei che in piazza ci fossero molte persone, non per ascoltare me, ma per tributare la giusta memoria a sette vittime innocenti della Brigata Nera.
E per ricominciare a ragionare su quali e quante sono le vittime che il fascismo, nelle sue incarnazioni contemporanee, sta mietendo ancora oggi.

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