La prima media della scuola Mario Lodi commenta lo spettacolo “Shir” di Rocco Rosignoli

L’amica Elisabetta Salvini insegna nella scuola media Mario Lodi di Parma, che insieme al Liceo Olivetti forma un unico istituto comprensivo. Lì il dirigente scolastico Giovanni Ronchini mi ha invitato a tenere la mia lezione-concerto di musica ebraica SHIR in occasione della giornata della memoria. A seguire lo spettacolo c’erano anche i ragazzi di Elisabetta, che mi ha fatto avere questo bellissimo resoconto delle disscussioni fatte in classe dopo aver visto lo spettacolo. Il mio obiettivo è quello di dare della cultura ebraica una visione viva e diversa da quella a cui la retorica del giorno della memoria ci ha abituato: leggendo questo piccolo elaborato mi sono accorto che ha funzionato, e ne sono entusiasta! 

Un momento di SHIR (fonte: sito ufficiale del liceo Olivetti)

 

“Quando la prof. ci ha detto che per il giorno della memoria sarebbe venuto un musicista a parlarci di musica e cultura ebraica non sapevo cosa aspettarmi e sono rimasto molto dubbioso. Non capivo cosa avrebbe potuto raccontarci e soprattutto perché…”

Lo spettacolo Shir di Rocco Rosignoli non era esattamente quello che ci saremmo aspettati di ascoltare nel giorno della memoria. Temevamo di assistere ad una lezione di quelle serie e pesanti e invece la musica, le canzoni e i temi trattati sono stati una vera sorpresa.

Shir si è trasformato in un’occasione preziosa per scoprire non solo aspetti sconosciuti della storia e della cultura ebraica, ma anche per ascoltare e conoscere strumenti musicali mai visti prima.

“L’Oud arabo mi è piaciuto tantissimo, perché non lo avevo mai visto e perché ha un suono completamente diverso da quello a cui siamo abituati noi”

“Bellissimo vedere tutti quegli strumenti e vedere come Rocco li sappia suonare tutti con così tanta facilità… piacerebbe anche a me… “

“Più di tutti mi è piaciuto l’Oud arabo e scoprire la differenza che c’è tra la melodia occidentale e quella orientale…”

“Io dico una cosa diversa da tutti gli altri, a me è piaciuto di più il violino con quel suo suono melodioso, acuto e triste…”

Tutti siamo rimasti molto colpiti dalla capacità scenica di Rocco Rosignoli. Dal suo cantare recitando, dal suo accelerare i ritmi della musica e dal suo “storpiare” voci e situazioni. La storia raccontata attraverso i suoni e i canti assume un significato completamente nuovo e l’ascolto diventa molto più piacevole e accattivante.

Gli stessi contenuti senza la musica e senza la maestria di Rocco, non avrebbero avuto lo stesso significato e la stessa intensità, invece così sono restano impressi, perché scuotono e fanno pensare.

L’intera classe è rimasta molto colpita dalla storia degli ebrei, dalla loro cultura così antica, così frammentata, ma unita dalla musica e dal canto. È stato bello poter guardare la storia ebraica con occhi diversi e scoprire che questo popolo, da sempre visto unicamente come vittima del genocidio, sia anche un popolo combattente e un popolo profondamente legato al canto.

“Rocco mi ha fatto vedere con occhi diversi la popolazione ebraica perché pensavo che gli ebrei fossero un popolo debole, un popolo incapace di ribellarsi mentre ho scoperto che hanno provato a difendersi e a resistere”

“La canzone del partigiano, quella mi ha colpito molto. Ho sempre pensato agli ebrei come ad un popolo passivo e incapace di ribellarsi e invece ho scoperto che non è affatto vero”

Le canzoni sono state il filo conduttore della mattinata. Tante e diverse e quasi tutte hanno lasciato un segno sulla nostra classe, però, se dovessimo scegliere quali canzoni abbiamo preferito non avremmo dubbi: “La Fiera dell’est” e “Balalajka”. Queste due canzoni sono state quelle più amate da tutti noi perché ci ricordano due momenti allegri della mattinata, quelli in cui Rocco ha saputo farci divertire accelerando i ritmi e facendo la voce da donna…

“A me del “concerto” di Rocco mi è piaciuta molto Alla fiera dell’est, perché andava velocissimo, ma poi mi è piaciuto tutto”

“Che ridere che faceva Rocco quando cantava con la voce della donna… e poi è stato bello accompagnarlo, cantando insieme a lui, sembrava di essere parte dello spettacolo”

L’idea di potere cantare insieme ci ha fatto sentire parte di un unico racconto e di un’unica storia.

Infine la canzone Un capretto di Herbet Pagani ha suscitato molta tristezza e una profonda commozione. Su questo testo, così significativo, la classe, dopo lo spettacolo, si è soffermata riprendendo la poesia, analizzandola e commentandola.

“Mi è piaciuta molto questa canzone, però è un po’ triste. Quando il bambino dice al soldato: salvami se puoi, mi è venuto in mente che anche noi tante volte avremmo potuto salvare un amico, semplicemente con un gesto o una parola, e invece abbiamo fatto finta di niente…”

“Questa canzone a me fa pensare a quanto sono fortunato, io e tutti i miei amici. Siamo fortunati perché viviamo in pace e perché, secondo me, le persone che ci stanno attorno si impegnano a far sì che l’orrore della Shoah non ritorni, mai più”

“Secondo me questa canzone ha un significato molto profondo […] racconta anche di come un padre cerchi di difendere il suo figlio e di come noi dovremmo fare come lui per evitare che si ripeta una cosa così disumana. In più parla dell’indifferenza delle persone che non hanno fatto nulla per aiutare gli ebrei”

Shir è stato un bel modo di commemorare la giornata della memoria e noi siamo grati a Rocco Rosignoli per aver scelto di condividerlo con noi e con la nostra scuola!

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Author: roccorosignoli

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