Rocco Rosignoli e Alice Avanzi premiati a LiveSoundtrack

Un mesetto fa, l’amico Francesco Sgorbani mi incontra per strada. Un paio di chiacchiere, poi mi dice “Guarda, volevo chiamarti in questi giorni, perché su a Berceto staiamo organizzando una cosa a cui volevo invitarti.” Chi mi segue sa come io ami Berceto, e dunque accetto senza indugio.

Quando Francesco mi manda una mail con il programma della serata a cui m’invita, scopro che si tratta di un contest di sonorizzazione dal vivo. L’idea mi piace un sacco, ma ci penso su un paio di giorni. A darmi la spinta finale per decidermi è Alice, la mia compagna: l’idea le piace, e si offre di partecipare anche lei come musicista! Alice è una brava pianista e suona anche il basso. Per la cosa che ho in mente, però, scelgo di affidarle il basso e l’armonium indiano, quello che poco più di un anno fa comprai in società col collega e amico Alessio Lega e che è rimasto in casa mia fino a oggi.

La serata è organizzata dalla Superfamiglia, l’associazione che da sempre organizza lo Squinterno Festival, e da Wendy Film, associazione di filmmaker professionisti, che propone ai partecipanti tre spezzoni di film da dieci minuti circa. Il filmato che noi scegliamo di musicare è un estratto da “Skazka Skazos”, ossia “Tale of Tales”, il racconto dei racconti, animazione sovietica del 1979 diretta da Yuri Norstein. Ci chiedono una mativazione, io mando queste poche righe:

 

Tale of tales, titolo ambizioso. E questo film d’animazione del 1979 ambizioso lo è davvero: piuttosto che una narrazione, sembra cercare una trama tenuta insieme da un filo emotivo; più che un cartone animato è un’anima cartonata, un caleidoscopio di suggestioni spalmato sulle due dimensioni dello schermo. Immagini fisicamente piatte eppure dotate di uno spessore spirituale coinvolgente, misterioso, unico.
Dargli una veste musicale è un compito che abbiamo affrontato con umiltà, passione, tanta voglia di metterci in gioco. Ci ha fatto trovare complicità, divertimento, condivisione di tempi musicali e spazi dell’anima.

Svolgiamo il lavoro ritagliando i tempi dai nostri impegni già presi in precedenza. In tutto riusciamo a dedicare alla sonorizzazione una dozzina di ore, che ci permettono di avere un canovaccio solido, che pure lascia un buon margine all’improvvisazione, che per il tipo di serata mi sembrava necessaria. Io al bouzouki e al violino, Alice al basso e all’armonium.

I partecipanti in tutto erano cinque. Noi, gli Sweet Cars Society, Indigo Children, gli Stratos, e il chitarrista manouche Filippo Dall’Asta.

Purtroppo non abbiamo riprese della serata, perché il buio necessario alla proiezione non le ha rese possibili. Abbiamo delle bellissime foto, di Riccardo Meiattini, che ringrazio per aver colto alcuni momenti molto belli.

La giuria, composta dal musicista Stefano Carrara, dallo storico dell’arte Stefano Setti e dal filmmaker Sandro Nardi, ha guardato con attenzione i filmati sonorizzati da noi partecipanti. Devo dire che il lavoro svolto da ciascuno è stato di livello molto alto, per un compito per niente facile.

La giuria ha ritenuto che il lavoro svolto da me e Alice fosse quello più meritevole, soprattutto per la capacità di adattarsi all’immagine e per la coerenza interna che ha mantenuto dall’inizio alla fine (cito a memoria le motivazioni, che non sono state scritte perché, stando a quanto hanno detto loro stessi, i giurati non hanno trovato una penna! 😀 😀 :D).

Non c’è un filmato dell’esibizione; ma noi vogliamo lo stesso postare qui sotto il video su cui abbiamo lavorato, sincronizzato con una registrazione fatta in casa durante le prove. La ripresa audio è stata effettuata in presa diretta con un solo microfono per tutti e quattro gli strumenti, quindi non è stato possibile mixarla, ma solo ritoccare un po’ la traccia. Il risultato è comunque proponibile, e ci piace così com’è, perché rende bene lo spirito stesso della sonorizzazione “live” messa in atto durante la serata dell’undici agosto.

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