SHIR! Il mio laboratorio di musica ebraica al Museo Levi di Soragna

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Ho una passione senz’altro insolita, che da più di dieci anni è una costante nella mia vita. Si tratta della passione per la lingua e la cultura ebraica, che incontrai quasi per caso nell’ormai lontano 2004, grazie a un corso universitario. Il corso fu breve e intenso, e mi spinse ad approfondire gli aspetti linguistici e culturali che caratterizzano l’ebraismo. Questo percorso, ancor più strano se si conta che la mia è sempre stata la prospettiva di un ateo convinto, mi ha portato anche a lavorare come guida nel Museo Ebraico Fausto Levi di Soragna tra il 2007 e il 2008. E al 2008 risale anche il mio primo lavoro ufficiale come musicista, che era guarda caso l’incisione di strumenti a corda nel cd Reshimu del maestro Riccardo Joshua Moretti, specializzato in musica ebraica.

reshimu

Definire la musica ebraica non è semplice: il popolo ebraico vive in diaspora da duemila anni, e nei paesi in cui si è trovato a vivere ha sviluppato tradizioni differenti, a volte distanti tra loro. Perfino la cantillazione della Torah può cambiare, più o meno evidentemente, da un luogo all’altro. Eppure, nelle strutture melodiche, nelle scale in uso, nei tempi e nei fraseggi, e non ultimo nello spirito di fondo, la musica di matrice ebraica presenta esempi di vicinanza, che a volte rimandano a un’origine comune.

A settembre 2016 alcuni amici mi hanno chiamato a dirigere il loro coro, il Coro dei Malfattori, che era rimasto orfano del proprio direttore, appena trasferitosi. Per i casi della vita, una corista è consigliere della Comunità Ebraica di Parma, e, scoperta la mia insolita passione, mi ha chiesto se volessi tornare a prestare servizio come guida al Museo Levi, perché avevano bisogno. Il Museo Ebraico di Soragna è uno dei posti che amo di più, e non me lo son fatto chiedere due volte! Ad aprile 2017 ero già in servizio, a guidare turisti e appassionati tra le sale del museo e nella bellissima sinagoga. Il tempo che dedico al museo è naturalmente quello che il mio lavoro “ufficiale” di musicista mi lascia libero.

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Ma c’è di più: il museo riceve moltissime visite di scolaresche, e per l’anno scolastico 2017-18 nell’offerta didattica è stato inserito anche un laboratorio di musica ebraica, che mi è stato chiesto di curare. Naturalmente anche in questo caso non ho saputo dir di no, e ho preparato un piccolo percorso didattico che parte dalla differenza tra la musica mediorientale e quella occidentale, per passare a famosi adattamenti italiani di canti ebraici, alle singolari vicende di alcune melodie, alla musica klezmer. Spero di riuscire a catturare l’attenzione dei ragazzi anche grazie alla varietà di strumenti che mostrerò: dall’oud arabo, alla fisarmonica, al violino, oltre che naturalmente la mia fida chitarra. Già gli oggetti possono parlare ed essere fonte di aneddoti interessanti. Ho anche l’ambizione di far cantare in ebraico i ragazzi delle scuole: pochi versi, poche note, tanta soddisfazione (mi auguro) nell’abbracciare una lingua e una musica del tutto nuove.

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L’avventura inizia fra due settimane, e sono ansioso di partire!

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