“Tutto nel mondo è burla”, un Falstaff per bambini con musiche dal vivo ispirate all’opera di Verdi

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Era circa un anno fa, quando Mario Mascitelli del Teatro del Cerchio mi contattò per arruolarmi in una stramba impresa: quella di riadattare il Falstaff di Giuseppe Verdi facendone un’opera per bambini. Questa impegnativa missione gli era stata commissionata dal Teatro Regio per il Festival Verdi 2017. L’idea di Mario fu quella di prendere quest’opera dalla trama complessa, tutta fatta di burle e controburle, inganni e ingannatori, gabbatori e gabbati, e farne una clownerie adatta anche ai più piccoli. Da qui l’idea di inserire un personaggio muto, che di volta in volta eseguisse con strumenti diversi brani ispirati alle musiche del “Falstaff” di Verdi, ma ripensate in modo burlesco, malinconico, buffo – insomma, clownesco. Violino, mandolino, fisarmonica erano gli strumenti prescelti per la difficile missione. Io li maneggio tutti e tre, e l’idea mi intrigava, così accettai su due piedi.

Venerdì 6 e sabato 7 ottobre sono andate in scena ben quattro repliche dello spettacolo; il primo giorno in matinée per le scuole, il secondo in pomeridiana per le famiglie. Lo spettacolo è andato in scena al Ridotto del Teatro Regio, un’ambientazione maestosa e suggestiva.

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Un’espressione suggestionata

 

Il lavoro è stato impegnativo, ma si è svolto con consapevolezza e professionalità. Il folto gruppo di attori del Teatro del Cerchio è composto da ragazzi giovani ma dalla lunga esperienza di palco, e le cose hanno funzionato subito. Oltre a Mario Mascitelli nel ruolo dell’enorme Sir Falstaff, hanno recitato Mario Aroldi (Bardolfo), Rocco Manfredi (Pistola), Alfredo Biondolillo (Dr. Cajus), Damiano Camarda (Sir Ford), Gabriella Carrozza (Alice Ford), Silvia Nisci (Nannetta), Chiara Casoli (Meg), Martina Vissani (Miss Quickly) e Michele Mori (Fenton), che è un valido trombettista e ne ha dato prova anche sul palco.

Lo spettacolo è stato impreziosito dai bellissimi costumi disegnati da Antonella Mascitelli e realizzati da Daniela Davoli. Valeria Ottolenghi, critico teatrale della Gazzetta di Parma, ha recensito positivamente lo spettacolo nell’articolo del 7 ottobre che trovate qui sotto.

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In ultimo, una nota personale: sono molto contento di aver portato quella fisarmonica, che apparteneva al nonno della mia compagna, sul palco del Regio. So che lui ne sarebbe stato fiero, e i suoi nipoti ne sono stati commossi ed emozionati, almeno quanto me, che pur da esecutore indegno mi sono trovato quello strumento tra le mani. É un tesoro preziosissimo, e ho fatto del mio meglio per onorarlo.

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